Ho appena completato la mia seconda maratona a New York in 3h 23’ facendo registrare il tempo finale più elevato tra tutte quelle fatte… e sono felicissimo!

Per me ogni gara va ‘tirata’ e vissuta in modo competitivo, ma New York rappresenta l’eccezione, non vorrei che finisse mai per godermi l’atmosfera della città, l’energia dei runners arrivati da tutto il mondo (52.000 partecipanti) e l’entusiasmo dei tifosi (oltre 1 milione) che invadono ogni angolo della grande mela incitandoti a squarciagola.


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A New York ne senti di tutti i colori, runners veterani e neofiti, ognuno con la sua identità e storia che varrebbe la pena raccontare; puoi incontrare il modenese Lolo (Angelo Tiozzo, 78 anni), alla sua 28esima NYCM consecutiva, che prima della gara ti racconta con estrema lucidità ogni curva del percorso e che il segreto per arrivare è semplice, fare un passo dopo l’altro.

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Puoi parlare con Mino, plurimaratoneta e IRONMAN, che ti racconta che “nel 1996 a 34 anni ho corso la mia prima NYCM, era la quarta e ricordo l’emozioni che, passo dopo passo, mi accompagnavano con orgoglio al traguardo di Central Park. Dopo 27 anni, di “solo” maratone ne ho messe in fila diverse decine, ma nessuna è stata in grado di suscitare in me le stesse emozioni della NYCM. Mi è stato insegnato che per raggiungere gli obiettivi oltre alla passione è importante circondarsi di belle persone. La passione è qualcosa che hai dentro, le belle persone impari a riconoscerle e a NY ne ero circondato. Ultimo pensiero riguarda

la commozione che da sempre mi prende su ogni finish line ma che non è dovuta solo all’adrenalina ma al ricordo di chi mi ha dato la forza fisica e mentale di tagliare tanti traguardi. I miei genitori.”

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Vuoi leggere altre storie, ecco qui:

Shaila, alla sua prima maratona, che ho avuto il piacere di allenare dai suoi primi 10 minuti di corsa sul tapis roulant fino ai 42, 195…

“New York è sorprendente, ti accoglie e rinforza la tua tenacia, la tua determinazione e il tuo coraggio. Anche quando durante la gara sopraggiunge lo sconforto non puoi mollare, tutti sono con te e dentro di te! Anyway you keep running & you get it!”

Oleg, in corsa per la “Six Stars Medal”, cioè la medaglia riservata ai finisher delle 6 ‘Majors’ (Berlino, Boston, Chicago, Londra, New York, Tokyo)

“Era la mia sesta maratona! Ogni maratona è diversa ed è una sfida. Non è stata una corsa facile come previsto dall'inizio... Il mio obiettivo era di fare un altro PB (miglior tempo della carriera) in circa 2 ore e 52-53 min e tutto filava liscio fino al 30 km. Dopo l’ennesima collina, mi sono venuti i crampi ad entrambe le gambe, a quel punto bisognava prendere una decisione: fermarsi o continuare a correre sopportando il dolore, ma ovviamente molto più lentamente.Ho scelto la seconda opzione e ho terminato la gara in 3:01:38.

Per me 3 punti sono i più importanti: allenamento, recupero e divertirsi. Ci vediamo a Tokyo e Boston”

Per concludere, Quando finisci la Maratona, la medaglia, quella medaglia, non te la toglieresti più dal collo. E quando la togli, resterà per sempre nel tuo cuore.

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Alessandro Prini

Running Coach from Lugano

Age group: 44

Coach: Myself

MY DISCIPLINES
Triathlon marathon half marathon